Dopo aver esaminato ampiamente sul nostro blog il provvedimento limitativo del trattamento dei dati personali del Garante della privacy italiano a carico di OpenAI, società statunitense che gestisce ChatGPT, prendiamo atto del recente comunicato del Garante Privacy, emanato in data 28 aprile.

Molto brevemente, il provvedimento iniziale del 30 marzo del Garante privacy aveva rilevato come la società OpenAI:

Per tali ragioni, il Garante concludeva come, attraverso verifiche effettuate, le informazioni fornite da ChatGPT non sempre erano corrispondenti al dato reale, determinando quindi un trattamento di dati personali inesatto.

Inoltre, l’Autorità stessa evidenziava l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti, che espone i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

Con successivo provvedimento dell’11 aprile 2023, poi, il Garante ordinava a OpenAI un’ampia serie di prescrizioni volte a consentire l’adeguamento di ChatGPT al GDPR, impartendo, al contempo, alla compagine statunitense di comunicare entro 20 giorni le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto.

1.    Le misure correttive di OpenAI.

In data 28 aprile OpenAI ha fatto pervenire al Garante per la protezione dei dati personali una nota nella quale illustra le misure introdotte in ottemperanza alle richieste dell’Autorità contenute nel provvedimento dello scorso 11 aprile, spiegando di aver messo a disposizione degli utenti e non utenti europei e, in alcuni casi, anche extra-europei, una serie di informazioni aggiuntive, di aver modificato e chiarito alcuni punti e riconosciuto a utenti e non utenti soluzioni accessibili per l’esercizio dei loro diritti.  Alla luce di questi miglioramenti OpenAI ha reso nuovamente accessibile ChatGPT agli utenti italiani.

Vediamo in sintesi le misure correttive che OpenAI ha posto in essere:

2.    La decisione del Garante della Privacy.

L’Autorità, con il proprio comunicato del 28 aprile 2023, ha espresso soddisfazione per le misure intraprese e ha auspicato che OpenAI, nelle prossime settimane, ottemperi alle ulteriori richieste impartitele con lo stesso provvedimento dell’11 aprile con particolare riferimento all’implementazione di un sistema di verifica dell’età e alla pianificazione e realizzazione di una campagna di comunicazione finalizzata a informare tutti gli italiani di quanto accaduto e della possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati personali ai fini dell’addestramento degli algoritmi.

Infine, il Garante ha sottolineato riconosciuto “i passi in avanti compiuti per coniugare il progresso tecnologico con il rispetto dei diritti delle personeauspicando “che la società prosegua lungo questo percorso di adeguamento alla normativa europea sulla protezione dati“.

Avv. Adamo Brunetti

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